Rilascio di nichel e REACH per chi compra gioielli all'ingrosso (la EN 1811 spiegata)

La normativa UE non vieta il nichel nei gioielli; limita quanto nichel il metallo rilascia sulla pelle. Secondo la voce 27 dell'allegato XVII del regolamento REACH, i gioielli a contatto diretto e prolungato con la pelle (orecchini, collane, bracciali, anelli, casse di orologi) non devono rilasciare più di 0,5 µg di nichel per cm² a settimana. I perni inseriti nei fori delle orecchie o in altri piercing hanno un limite più severo di 0,2 µg/cm²/settimana. Il rilascio si misura con il metodo di prova EN 1811. Piombo e cadmio hanno limiti separati: 0,05% (500 mg/kg) di piombo nelle parti dei gioielli e 0,01% (100 mg/kg) di cadmio nelle parti metalliche.
Per chi compra all'ingrosso e vende nell'UE, questi tre numeri decidono se una collezione può legalmente andare sugli scaffali. Questa guida spiega cosa significano, perché «acciaio inossidabile senza nichel» è un equivoco e quali documenti conservare.
Rilascio, non contenuto: perché l'acciaio inossidabile può superare la prova
Il nichel è uno dei principali elementi di lega degli acciai inossidabili austenitici. Il 304 contiene circa l'8-10,5% di nichel e il 316 circa il 10-14%: nessun acciaio inossidabile è privo di nichel. A proteggere chi indossa il gioiello è lo strato di ossido di cromo che si forma in superficie e trattiene il nichel nella lega. Per questo l'UE regola il rilascio e non il contenuto, e per questo un pezzo in 316 ben fatto può risultare sotto il limite di rilevabilità nella prova EN 1811 pur contenendo oltre il 10% di nichel.
La prova immerge l'articolo per una settimana in sudore artificiale e misura il nichel disciolto per centimetro quadrato di superficie a contatto con la pelle. Poiché ogni risultato ha un'incertezza di misura, la EN 1811 fissa la soglia di accettazione poco sopra il valore di legge: un risultato fino a 0,88 µg/cm²/settimana è considerato conforme al limite di 0,5, e sotto 0,35 µg/cm²/settimana per il limite di 0,2 dei perni. Per questo i laboratori spesso riportano 0,88 nella colonna «limite»; il limite di legge resta 0,5.

I limiti in sintesi
Le tre restrizioni si trovano nell'allegato XVII del regolamento REACH; il Regno Unito applica gli stessi valori con UK REACH.
| Sostanza | REACH allegato XVII | Limite per i gioielli | Metodo di prova |
|---|---|---|---|
| Nichel (contatto prolungato con la pelle) | Voce 27 | 0,5 µg/cm²/settimana rilasciati | EN 1811 (prima EN 12472 per i rivestimenti) |
| Nichel (perni nei fori delle orecchie) | Voce 27 | 0,2 µg/cm²/settimana rilasciati | EN 1811 |
| Piombo | Voce 63 | 0,05% in peso (500 mg/kg) | Digestione acida e analisi ICP |
| Cadmio | Voce 23 | 0,01% in peso (100 mg/kg) nelle parti metalliche | Digestione acida e analisi ICP |
Contano anche i rivestimenti. Per i pezzi placcati o PVD, la voce 27 richiede che il rilascio resti sotto il limite per almeno due anni di uso normale; per questo i laboratori sottopongono i campioni rivestiti a usura secondo EN 12472 prima della EN 1811.
Cosa significa per chi è allergico al nichel
L'allergia al nichel è l'allergia da contatto più diffusa in Europa e i limiti di rilascio servono a ridurre i nuovi casi. Restare sotto il limite riduce il rischio per la maggior parte delle persone, ma non significa che ogni cliente sensibile tollererà un gioiello. Fonti mediche come DermNet e il NHS sono chiare: chi ha un'allergia nota e sviluppa una reazione deve togliere il gioiello e consultare un medico. I testi di vendita dovrebbero descrivere il risultato della prova, non promettere che un prodotto va bene «per ogni pelle».

I documenti che un rivenditore UE dovrebbe conservare
- Un rapporto di prova per materiale e fornitore su rilascio di nichel EN 1811, piombo e cadmio, emesso da un laboratorio accreditato, con un numero verificabile.
- L'elenco dei prodotti che il rapporto rappresenta: stessa lega, stesso fornitore, stessa finitura.
- Prove aggiuntive per gli articoli a rischio: perni per orecchie forate (limite 0,2) e pezzi placcati (EN 12472 più EN 1811).
- Documenti di fornitura e fatture che consentano a un'autorità di vigilanza del mercato di risalire al lotto. Gioielli non conformi compaiono regolarmente negli avvisi UE Safety Gate (RAPEX), soprattutto per nichel, cadmio e piombo.
Come verificarlo quando si compra all'ingrosso
Chiedete a ogni fornitore, prima di ordinare, un risultato EN 1811 con un numero di rapporto verificabile, oltre ai valori di piombo e cadmio. Un esempio concreto: Jewena pubblica il rapporto indipendente CTT26090107358EN di CTT, laboratorio accreditato CNAS (ILAC-MRA), emesso a ottobre 2026. Sul suo acciaio inossidabile 316 il rilascio di nichel secondo EN 1811 non è stato rilevato (meno di 0,05 µg/cm²/settimana, limite 0,5), il piombo è risultato 22 mg/kg (limite 500), il cadmio non è stato rilevato (limite 100) e la composizione ha superato i valori ASTM A959 del 316. Il rapporto completo e il QR code di verifica del laboratorio sono nella pagina dei rapporti di prova di Jewena.
FAQ
Esistono davvero gioielli in acciaio inossidabile senza nichel?
No. Gli acciai più usati in gioielleria, come il 304 e il 316, contengono circa l'8-14% di nichel. Per la vendita nell'UE conta il rilascio di nichel secondo la EN 1811, che un buon pezzo in 316 può tenere sotto il limite di rilevabilità.
Perché il mio rapporto riporta 0,88 invece di 0,5?
La EN 1811 tiene conto dell'incertezza di misura: un risultato fino a 0,88 µg/cm²/settimana è valutato conforme al limite di legge di 0,5. Il limite di legge resta 0,5.
Le stesse regole valgono nel Regno Unito?
Sì. UK REACH mantiene le stesse restrizioni su nichel, piombo e cadmio nei gioielli, quindi un rapporto conforme per l'UE copre anche il mercato britannico.
Un pezzo che supera la prova del nichel è ipoallergenico?
Significa che il rilascio di nichel del campione testato era sotto il limite di legge. Il rischio si riduce per la maggior parte delle persone, ma non è una promessa medica per chi è allergico al nichel.
Per le collezioni dedicate alle pelli sensibili, vedi gli orecchini per pelli sensibili, oppure leggi come verificare il rapporto di prova di un fornitore.